Crescita in salsa inglese
La recessione è finita, il Regno Unito ricomincia a crescere, un per cento, più del previsto 0,6 che già sembrava stupendo. Il premier Cameron aveva bisogno di una buona notizia, dopo settimane di scandali e litigi, dopo che tutti quanti hanno inziato a prendere Londra come la prova provata che l’austerità non funziona e non può funzionare, dopo che i rapporti con l’Europa sono diventati ancora più tesi di quanto già non fossero.
5 AGO 20

La recessione è finita, il Regno Unito ricomincia a crescere, un per cento, più del previsto 0,6 che già sembrava stupendo. Il premier Cameron aveva bisogno di una buona notizia, dopo settimane di scandali e litigi, dopo che tutti quanti hanno inziato a prendere Londra come la prova provata che l’austerità non funziona e non può funzionare, dopo che i rapporti con l’Europa sono diventati ancora più tesi di quanto già non fossero. Ed eccola, la buona notizia, finalmente, anche se molti consigliano di non tirare fuori lo champagne, non porta bene: i Tory festeggiarono con champagne alla conferenza del partito del 2009 in vista del voto del 2010 che davano per scontato, e invece sono stati costretti a un matrimonio di convenienza con i liberaldemocratici. Il precedente pesa ancora, anche perché a ben vedere quel dato scintillante è stato trainato da eventi eccezionali, dalle Olimpiadi e dal Giubileo di Diamante per la regina Elisabetta, occasioni irripetibili (ed evidentemente di successo, nonostante tutti dicessero che sarebbero state un fallimento).
Che cosa accadrà nel trimestre successivo, questo del back to school, del cancelliere dello Scacchiere Osborne che si fa beccare sul treno in prima classe pur avendo pagato un biglietto per la seconda, e non si vuole spostare, del ministro che si fa prendere dall’isteria in pubblico e dà ai poliziotti nientemeno che di plebaglia (non lo ha mai ammesso, forse non l’ha detto, ma dovreste vederle le magliette che si sono inventati i poliziotti, ogni genere di ironia sui figli di papà al governo e loro poveri “plebs”)? E’ ancora tutto da dimostrare che la crescita sia solida, e non è un test da poco, visto che sulle politiche per la crescita si gioca il futuro di tutto il continente, nonché la possibilità che Cameron riesca a resistere alle pressioni per un referendum proposto dagli euroscettici e riesca a non perdersi un pezzo di paese, la secessionista Scozia. Ma intanto un po’ di festa ci vuole, cercando di nascondere i denti stretti, ché si sa che l’artefice del successo della Londra estiva non è Cameron, ma il suo arcirivale Boris Johnson.